Trame d’estate – Incontri culturali tra Pietrasanta e Seravezza

COMUNICATO STAMPA E CALENDARIO COMPLETO

Il file pdf del comunicato stampa è visibile a questo link.

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Radio Città Futura #2

Radio Città Futura #2

Il Centro Studi Sirio Giannini torna in radio!

Ospiti ancora una volta del programma “Carta Vetrata“, prodotto da Gaffi editore, si parlerà di “Trame d’estate“, del nostro impegno per questo festival culturale, organizzato con l’Associazione Culturale 2M, in collaborazione con Libreria Santini.

Tra pochissimo (dalle 11 in avanti)!!!

CARTA VETRATA
Un programma sul mondo dei libri di e con Alberto GAFFI, Fabrizio PATRIARCA e Gabriele Sabatini
REGIA Michele Luches
Tutte le domeniche in diretta a Roma sulle onde Radio Città Futura e in Italia su altre dieci emittenti.
Diretta ore 11:00 • Radio Città Futura • Radio Città Futura Bari • Nova Radio • Punto Radio
Differita ore 13:00 • Radio Clodia • Delta Radio Differita ore 13:30 • www.clubradio.it
Replica – il martedì alle 21:00 • Radioattività Replica – il lunedì alle 14:00 • www.clubradio.it
Replica – dal lunedì al mercoledì alle 15:15 • Radio Galileo Replica – dal martedì alla domenica alle 12:00 • Radio Centro 95 Soft Fm
Replica – il lunedì alle 21:30 e in pillole durante la settimana • Radio Budrio

132° puntata – trentanovesima della 3° stagione 2012-2013
Domenica 09 giugno 2013
in diretta dalle 11:00
COMUNICATO STAMPA

Enrica Caretta – da Torino, continua la sua cavalcata fra le parole con cannamele, la parola inventata da Simonetta Agnello Hornby nel suo racconto scritto l’antologia della Caretta Il passa dondolo, add editore.
Giovanni Pacchiano – da Milano, dedica la sua rubrica al secondo libro di Pierluigi Perazzi appena uscito per Marsilio di Venezia Nemmeno il tempo di sognare.
Chiara Tommasi – da Pietrasanta, torna a parlarci delle programmazioni estive del Centro Studi Sirio Giannini.
Claudia Ciardi – da Pistoia, ci parla dei tre inediti di Robert Musil presenti nella sua selezione: Narra un soldato, di cui ha anche curato la traduzione per l’editore pistoiese Via del Vento, collana «Ocra gialla».
Enrico Emilitri – da Fondo, ci presenta gli strani simboli raffigurati negli affreschi della chiesetta di Santa Lucia.
Marco Carrara – da Bergamo, termina la presentazione delle strabilianti gesta di Michele Amatore, il misconosciuto ufficiale dei bersaglieri, di origini sudanesi, distintosi nelle nostre prime due guerre d’indipendenza.
Cristiano Draghi – da Rovigo, interviene sulla proposta del Governo di aumentare l’aliquota iva agli allegati (non cartacei) di libri e giornali.

Ospiti
1 Enrica Caretta: giornalista
2 Giovanni Pacchiano: critico letterario
3 Chiara Tommasi: organizzatrice culturale
4 Claudia Ciardi: esperta di letteratura tedesca e traduttrice
5 Enrico Emilitri: storico
6 Marco Carrara: esperto di vite esemplari
7 Cristiano Draghi: giornalista e opinionista

email: cartavetrata@gaffi.it

Gli eroi delle Apuane: l’omaggio di Giannini ai cavatori ne “La valle bianca”.

La cima del monte Altissimo, nel Comune di Seravezza, è segnata da profonde cicatrici.

Il sentiero da fare per accedervi sale fino a 1590 metri, serpeggiando intorno ai fianchi martoriati della montagna, in mezzo ad enormi cumuli di blocchi di pietra, tagliando in certi punti la roccia come una grande ferita nella pelle marmorea.

Nelle belle giornate estive, la luce che riflette sui blocchi immobili ammassati nei ravaneti è accecante.

La valle bianca - edizione "La Medusa degli Italiani" Mondadori

La valle bianca – edizione “La Medusa degli Italiani” Mondadori

Salendo ancora compaiono poi sul sentiero pezzi di ferro arso dalle intemperie di anni: carrucole arrugginite che si ergono in fila come vecchi soldati sull’attenti, immobili come croci contro il cielo terso; scure lamiere accartocciate le une sulle altre come mucchi di foglie secche; cavi d’acciaio anneriti ancora tesi, intrecciati come tele di ragno.

Tutto è testimonianza silente del lavoro e del sudore di uomini, che lassù si recavano per cavare il marmo, fonte di guadagno che esigeva tutta la loro fatica e sofferenza, prima di cedere e lasciarsi strappare docilmente dalla sua dimora.

Il marmo è il protagonista di questo romanzo di Giannini, bianco e abbagliante come la valle in cui i personaggi vivono e lavorano, bacino di estrazione nel cuore delle Alpi Apuane.

Gli anni sono quelli del secondo dopoguerra. Stefano, il personaggio principale, tenta come molti altri di trovarsi un’occupazione, una fonte di sostentamento, e sceglie, come il padre prima di lui, di vivere del lavoro nelle cave, tra il terrore di fare il passo più lungo della gamba e la speranza di una sorte favorevole che lo accomunano ai suoi compagni d’impresa.

Fedelmente ai principi del Neorealismo da cui trae ispirazione, ogni cosa che esce dalla penna dell’autore è direttamente ispirata alle sue esperienze di vita, a quello che ha visto, che ha potuto vivere sulla propria persona. Così, “Prati di fieno”, sua prima opera, è specchio degli anni di lavoro come bracciante agricolo nella Pianura Padana; “Dove nasce il fiume”, opera della maturità, narra la sofferenza dell’abbandono forzato del paese natio.

La valle bianca” si pone cronologicamente nel mezzo, ed è dedicata alla figura del padre Gino, per tanti anni addetto al trasporto al piano dei marmi estratti dalle cave.

La narrazione di Giannini è intrisa della immensa fatica degli uomini come lui, resa tanto più palpabile dalla dettagliata descrizione delle operazioni di estrazione. Ben presto si comprende lo scopo del realismo che l’autore qui utilizza prepotentemente: dare un’idea precisa della realtà quotidiana del lavoro nella cava, delle difficoltà, della sofferenza, del pericolo.

Senza fronzoli narrativi vengono raccontati gli amori, le gioie, le disillusioni, le tragedie di questi operai abituati a fare i conti con un’esistenza ben più precaria di un bracciante agricolo o di un renaiolo, pur sottoposti ad una fatica quotidiana di pari peso, perché essi ogni giorno potrebbero non tornare alle loro case, la cava potrebbe esigere da loro un prezzo più alto della fatica. Così ogni giorno le loro famiglie, più a valle, potrebbero udire da un momento all’altro il lungo suono della buccina, segnale di morte.

Se ci si sofferma veramente a riflettere su quello che l’operazione di estrazione del marmo comportava all’epoca, si rimane esterrefatti. Oggi, quasi tutte le cave in cui questi personaggi hanno sparso sudore sono abbandonate. Le alte pareti di marmo liscio stanno ancora là, dove un tempo i tecchiaioli si inerpicavano sospesi nel vuoto, per ingaggiare dura lotta contro i massi pericolanti rimasti dal distacco dei blocchi, quando ancora nell’aria c’era l’odore della polvere dopo il fragore delle mine.

I piazzali delle cave sono ormai grosse terrazze panoramiche da cui si può vedere il mare, stessa vista con cui si rinfrancavano i cavatori dopo avervi trascinato i blocchi buoni da trasportare a valle. Tutto questo prima della grande prova: affrontare la via di lizza, lenta e pericolosa discesa del marmo fino a destinazione.

Al lavoro nelle cave Giannini dedica anche, un anno dopo la pubblicazione del romanzo, il cortometraggio “I cavatori”, di cui è regista.

Guardando i volti giovani di quei veri cavatori, immortalati dalla macchina da presa, con cui Giannini condivise le giornate di lavoro, mi è impossibile non pensare ai volti ormai anziani di alcuni uomini che ho avuto la fortuna di conoscere.

Vivevano ancora nel loro paese di origine e ancora portavano abiti da lavoro, restii a cambiare il modo di vestire di tutta una vita. Con la faccia stanca e segnata dalla fatica, il corpo ancora robusto ma deformato e piegato dal duro lavoro, raccontavano ogni tanto del loro passato, muovendo lentamente le grosse dita nodose e callose. Ed io guardavo le mie, e realizzavo con imbarazzo che per quanto mi sforzassi, non potevo capire cosa fosse realmente la fatica e il sacrificio.

Di tutta questa realtà passata, in alto, le cime delle Apuane continuano a portarci memoria.

                                                                                                                 Niccolò Bresciani

Cisesg in radio!

E arrivò la domenica mattina della diretta radiofonica con Roma!

Alberto Gaffi, della Gaffi Editore che firma e produce la trasmissione radiofonica che ci ospita, Carta Vetrata, in diretta su Radio Città Futura, puntuale alle 12 ci chiama per accordarci sui tempi.
E’ purtroppo poco il tempo che ci viene riservato, troppi gli argomenti e gli ospiti di questa interessante trasmissione che spazia dalla letteratura – un libro inchiestra sulla TAV dal titolo  Lisbona-Kiev – Binario Morto – Alla scoperta del Corridoio 5 e dell’Alta velocità che non c’è, chiarelettere 2013 – allo steampunk, alla presentazione della VII edizione di La scienza narrata, ala battaglia di civiltà per la scolarizzazione dei bimbi rom, al racconto dell’ufficiale Risorgimentale Michele Amatore ( 1826-1883) fino alla chiusura di Cristiano Draghi che parla di Maria Bolognesi in fase di beatificazione.

Eccoci all'opera.  Chiara Tommasi (Presidente) al telefono, Francesca Tognini (ufficio stampa & social media), Valeria Biagi (VicePresidente) firma le foto che vedete.

Eccoci all’opera.
Chiara Tommasi (Presidente) al telefono, Francesca Tognini (ufficio stampa & social media), Valeria Biagi (VicePresidente) firma le foto che vedete.

Noi abbiamo giusto il tempo di lanciare un messaggio forte. La necessità di fare rete con altre associazioni anche molto lontane dal nostro territorio e magari anche distanti dalla tua idea di cultura, vedi i ragazzi dello Steampunk, per supportarci a vicenda e dimostrare cosa i giovani in questo paese sono in grado di fare.
Due brevi accenni al nostro Centro Studi, alla stagione estiva (Trame d’estate – Incontri tra Pietrasanta e Seravezza) oltre ad un evento importante in marzo prossimo proprio con Gaffi, al territorio che ci ospita, Seravezza, e Palazzo Mediceo candidato a patrimonio Unesco, con la promessa di aggiornarci presto via radio per festeggiare questo importante traguardo.

foto 1

foto 1
Nell’ufficio del Cisesg: ti affacci e vedi le Apuane, a Vallecchia, frazione di Pietrasanta. Sullo sfondo parte della biblioteca in costruzione del Centro Studi. (Foto di Valeria Biagi)

Chiara al telefono con Gaffi, Valeria dietro alla macchina fotografica con un occhio sulla videocamera, Francesca a fare ufficio stampa, condividendo foto e commenti sul profilo e pagina facebook del Centro oltre che su twitter!
Incassiamo anche i complimenti di Gaffi in persona, per il nostro lavoro.

Ovviamente dobbiamo ringraziare i soci che si sono collegati, gli amici che hanno mandato messaggi di supporto, ma soprattutto Alberto Gaffi per questa breve ospitata con la promessa di aggiornarci presto.
Non ci resta che darvi appuntamento al prossimo incontro via etere o al prossimo evento…

                                                                                                                                                                                     Chiara, Valeria, Francesca

PS:
Se vorrete risentire la diretta web eccovi un po’ di link

CARTA VETRATA
Un programma di Alberto Gaffi con Fabrizio PATRIARCA e Gabriele Sabatini
sui libri e su tutto ciò che ci gira intorno
emesso sulle onde di
Radio Città Futura
Roma Fm 97.7
Radioattività
Trieste Fm 97.5 – 97.9
Radio Bari Città Futura
Bari Fm 101.00
Radio Centro 95 Soft Fm
Torino Fm 97.0
Nova Radio Firenze e Mugello Fm 101.5 87.8
Radio Clodia Chioggia e Sottomarina Fm 103.6
Radio Budrio Faenza, Imola, Forlì e Ravenna Fm 98.4
Delta Radio Rovigo, Altopolesine e Ferrara Fm 100.7 93.2
Club Radio Università Popolare di Trieste http://www.clubradio.it
Radio Galileo Terni, Perugia, Rieti e Viterbo Fm 97.4 100.6
Punto Radio Città Futura Livorno e PisaFm 91.1 – 91.6

streaming http://www.radiocittafutura.it
podcast http://www.gaffi.it/carta-vetrata.shtm

Emozioni a fior di pelle

Presentazione del libro “Il mio primo capodanno“, Marco del Bucchia ed. di e con Laerte Neri, 11 maggio 2013, Casa de Berlingaio, Stazzema.

La copertina del libro

La copertina del libro

Vorrei trasmettervi con le mie parole le sensazioni e le vibrazioni che mi hanno riempito il cuore. Ritornando mentalmente a quel sabato sera…
Tutto è pronto, sono le 20:15, io e Laerte ci consultiamo un ‘ultima volta sulle domande e sulla successione dei pezzetti da leggere tratti dai suoi racconti che di lì a poco presenterò, l’amico Nicola Salvini nel frattempo cambia le corde alla chitarra per evitare stecche o altri tipi di incidenti poco piacevoli durante la lettura dello scrittore, visto che a lui è stato affidato il compito di sottolineare con piccoli arpeggi le sue parole. Siamo seduti su di una cassapanca di legno scuro, dall’aspetto molto antico posta nell’angolo della sala grande della Casa del Berlingaio, a Stazzema che ormai da tempo ci supporta in questo tipo di iniziative. I partecipanti alla serata sono arrivati e si sistemano ai vari tavoli apparecchiati per la cena che seguirà dopo l’evento. Ecco, adesso tutto è pronto: Nicola a sinistra con la chitarra classica, Laerte seduto accanto a me che mi sussurra ‘ Si parte!’ ed io con il mio solito batticuore richiamo l’attenzione dei presenti e …

 

 

 

 

 

Nicola Salini alla chitarra.  Al centro l'autore, Laerte Neri e Valeria Biagi

Nicola Salini alla chitarra.
Al centro l’autore, Laerte Neri e Valeria Biagi (Cisesg)

Ore 20:30 La tensione si scioglie come neve al sole, dopo una doverosa presentazione essenziale dell’autore entriamo nel vivo con la spiegazione della scelta del titolo e dell’immagine di copertina della raccolta di racconti che andiamo a presentare. Segue la lettura di Laerte di un passo del racconto Il mio primo capodanno che dà per l’appunto il titolo all’opera. Sui volti del pubblico si legge la meraviglia della semplicità delle parole che l’autore usa per raccontare con sottile ironia la quotidianità di giovani ventenni e trentenni fatta di amori e dissapori generazionali. Segue Quindici minuti dal ritmo serrato e coinvolgente, magistralmente interpretata da Laerte con accenti di chitarra di Nicola come per tutte le altre letture che seguiranno. Infine è la volta de  La calda estate al bagno Capri, esilarante allegoria di una famiglia di ricchi snob che ogni estate arriva al bagno Capri convinta di padroneggiare con la sua arroganza e spavalderia ma quest’anno accadrà qualcosa di imprevisto che ribalterà la situazione forse per sempre. Tutti i presenti applaudono divertiti e coinvolti emozionalmente nella vicenda. Devo dire che la prosa di Laerte è scorrevole, immediata, coinvolgente e con un finale inaspettato mai scontato e non sempre lieto. Il punto di forza di questi racconti è il narrare il vero del quotidiano che potrebbe sembrare banale e scontato che invece ti avvince, ti tiene incollato ad esso trasportandoti al suo interno per diventare un personaggio della storia.

Un scatto durante la presentazione (foto di Chiara Tommasi)

 

 

Ore 22:30 Dopo essersi saziati di buone parole e di squisiti manicaretti preparati dal Berlingaio la presentazione riprende con la lettura di La primavera è arrivata e La fine. Gli applausi scorrono a fiumi e con i consueti ringraziamenti si chiude la serata. Al volo colgo l’occasione di chiedere a Laerte i suoi progetti futuri che prevedono un possibile romanzo all’orizzonte.

 

 

Infine cari lettori voglio far presente che da poche settimane Il mio primo capodanno è stato inserito fra i migliori 40 libri al Premio “Città di Cattolica” su circa 900 partecipanti. Scontato dire che ve lo consiglio.

 

Valeria Biagi

Non siam di quella razza che… si ride di meno da quando non ci sei!

Lo sappiamo che non avresti voluto gente triste… ma grosse risate oggi non ce la facciamo a farle.
Oggi che cerchiamo un video su youtube per ricordarti e ci esce solo una risata amara….
La vignetta di Vauro uscita su Il fatto quotidiano rappresenta alla perfezione quello che abbiamo pensato tutti
leggendo la notizia della tua morte.

Era troppa l’allegria che diffondevi, contagiavi chiunque col tuo viso sempre sorridente.
Perché la risata ce l’avevi negli occhi, ti s’era insinuata tra le rughe, diventando un tratto distintivo.

A Seravezza, il 16 agosto 2012

Ti immaginiamo suonare il tuo trombone, facendo vedere a Dio chi è Carlo Monni…
O magari te ne stai ancora appoggiato al bancone di qualche locale di Firenze con un bel bicchiere di vino in mano,
guardi la gente passare e te la ridi sulle nostre facce tristi.

Noi che abbiamo potuto conoscerti, ti ricorderemo per l’allegria ruspante e contagiosa,
per la generosità e l’umanità,
per quegli occhi da fanciullo vivi e sinceri, per la tua voce poetica e profonda.

Due volte sei venuto a trovarci e per due volte hai lasciato il segno.

I pantaloncini corti bagnati perché sotto indossavi ancora il costume da bagno,
venivi dal mare ed avevi ancora i piedi insabbiati. Chiacchieravi e ridevi per sciogliere il nostro imbarazzo.
A tavola tenevi banco e gustavi la cena. Quando parlavi, eravamo tutti rapiti ad ascoltarti.
Ma eri anche un ascoltatore attento. Ci guardavi, ci chiedevi informazioni,
dimostrando che avevi voglia di conoscerci, sorridendo compiaciuto.
Seravezza ti piaceva, dicevi che era un bel posto dove vivere.
La sera al Mediceo, non bastarono le sedie da tanto che c’era pubblico. E un fiume di applausi.
Poi tra un bacio e un abbraccio sincero di chi aveva visto in noi dei ragazzi affezionati al mitico Bozzone,
te ne tornasti alla tua Firenze con i tuoi amici, Frank ed Ettore.

Con alcuni di noi... Da sinistra: Giuseppe Tartarini, presidente del Circolo Sirio Giannini, Eleonora, Chiara, Carlo, Michele, Valeria.

Con alcuni di noi…
Da sinistra: Giuseppe Tartarini, presidente del Circolo Sirio Giannini, Eleonora, Chiara, Michele, Valeria.

Dopo quell’agosto provammo a chiamarti di nuovo in novembre ed accestati con entusiamo il nostro invito.
Ci regalasti uno spettacolo assieme ad Elisabetta Salvatori al Berlingaio di Stazzema per il nostro compleanno.
Cosa potevamo aspettarci di più per festeggiare il nostro primo anno di vita?!?
Diluviava. Un tempo da lupi, vento e pioggia resero la strada per Stazzema impervia e i viottoli del paese torrenti d’acqua.
Arrivasti col tuo sorriso a scaldare la stanza, ai piedi i tuoi mitici sandali. Assieme a te il fedele Frank Casaglieri.
Scoprimmo solo dopo che non amavi le strade di montagna ma che, nonostante tutto,
avevi voluto esserci, per farci questo regalo e far festa con noi.
Ci dicesti “Sentiamoci, ci si rivede quest’estate col sole!”
Ma c’hai fregato per bene, caro Carlo.

Con Elisabetta Salvatori a Stazzema, il 28 novembre 2012

Fatti una risata e beveti un bicchiere di vino alla nostra…
Noi si va a stappare il miglior rosso che abbiamo in tuo onore.
C’hai regalato l’allegria verace del Toscano Doc, tu che ne sei stato l’ultimo esponente in circolazione.
Ciao Carlo!

La vita io l’ho castigata vivendola

Carlo Monni (1943/2013)


I ragazzi del CISESG:  Chiara, Valeria, Michele, Alessandro, Eleonora, Marianna, Francesca

“I provinciali” a Pietrasanta, @Vinamore

Ore 10, domenica 5 maggio. Partono messaggi e telefonate “Piove! Ed ora come facciamo?!” Siamo tutti incollati ai vari siti meteo. E ci aggiorniamo costantemente…
Ore 16. Un timido accenno di sole. Un raggio, poi un altro ancora. Temiamo che cantando vittoria troppo presto torni qualche nuvola, a giocare degli scherzi strani.
Ore 17. Siamo pronti! Il tempo ci ha graziato: in cielo puoi trovare ancora qualche nuvola, panna montata su uno sfondo che si fa sempre più azzurro.


Aperitivo letterario: Ilaria Giannini e I Provinciali” si farà all’aperto, nella deliziosa cornice di Piazzetta del Centauro a Pietrasanta, dietro il Duomo.
Arriviamo a Pietrasanta. Maria Elena, la titolare del Vinamore, il locale che ci ospita, ci accoglie con un sorriso. Ha già preparato vini e i salamini per accompagnare il nostro aperitivo letterario con Ilaria Giannini, giovane autrice versiliese, trasferita a Firenze dove lavora.
I provinciali è il suo secondo romanzo, edito dalla Gaffi, uscito sul finire del 2012.
Ad intervistarla, chi vi scrive.

E’ un libro decisamente molto bello quello che abbiamo presentato, uno di quei libri ben scritti che descrivono da dentro la terra dove esso è ambientato, oltre a delineare alcuni tratti caratteriali dei versiliesi dell’entroterra. E’ lontana la costa, la patinata Forte dei Marmi, i vari pontili. Vicini, anzi vicinissimi, i provinciali che resistono, che hanno fatto la storia di questi luoghi in modo meno urlato ma più onesto.


Da sinistra, Chiara Tommasi, Ilari Giannini e parte del pubblico. (foto di Valeria Biagi/Cisesg)Ilaria è una ragazza sincera ed appassionata. E’ stato davvero un piacere conoscerla!
Con lei è stato un piacere conversare di questo suo ultimo libro, piuttosto che dei progetti futuri, del nuovo e attivo ambiente culturale fiorentino che si sta muovendo con decisione, per creare una sorta di movimento letterario unico.
Com’è sempre un piacere vedere i libri venduti uno dopo l’altro, le persone che si avvicinano e si complimentano, si fermano a chiacchierare con la scrittrice piuttosto che con noi del Centro Studi Sirio Giannini, chiedendoci informazioni sul nostro lavoro, sul nostro passato e sul nostro futuro.

Nuovi soci che ti fermano e ti chiedono “Come faccio a seguire le vostre iniziative?” oppure mani che si avvinano per lasciare un’offerta a sostegno della nostra attività.

Tra un calice di vino rosso in mano, una chiacchierata che si prolunga per tutta la sera, nascono nuove idee, nuovi progetti e stimolanti contatti.

E l’appuntamento è per il sabato successivo alla Casa del Berlingaio per “A cena con l’autore: Laerte Neri” e il suo Il mio primo capodanno.
Dopo un delizioso aperitivo non deve mancare una squisita cena 😉

Emozioni a non finire…

La nostra Valeria anticipa una bella novità in preparazione!!
Stay tuned! 😉

vbiagi

Organizzando i prossimi eventi, mi torna alla mente un caro amico scrittore e attore molto bravo che ho sempre piacere di leggere o vedere su un palcoscenico: sto parlando di Laerte Neri. Così decido di strutturare una serata conviviale e semplice chiacchierando insieme sul suo ultimo libro” Il mio primo capodanno” , Marco Del Bucchia editore, presso la casa del Berlingaio, a Stazzema il giorno 11 maggio alle ore 20. Lui accetta ben volentieri e mi propone di intervistarlo. La mia prima paura è stata di non essere all’altezza della situazione poi mi sono sentita onorata di questo onere da adempiere con amichevole serietà e professionalità.

In questi giorni divorerò avidamente il libro…

Ritroviamoci qua per il commento alla serata e al libro stesso.

Restate in contatto!

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Era la prima volta…

E’ la prima volta che faccio fatica a superare l’onda emotiva e scrivere un pezzo in modo razionale. Ma poiché devo farlo, per rispetto del lettore mi sforzerò, tagliando e limando, sezionando il flusso dei ricordi dal turbinio di emozioni.
E’ anche la prima volta che scrivo della mia prima volta, a ben vedere.

 

21 aprile 2013: il Centro Studi Sirio Giannini, debutta a Pietrasanta, all’interno della manifestazione Carta Canta promossa dalle tre librerie cittadine – Santini, Nina e Noce a tre canti – in collaborazione con l’associazione culturale 2M, col patrocinio del Comune di Pietrasanta.
Dopo la presentazione di Guido Conti e del suo romanzo “Il grande fiume Po”, torniamo nella bella cornice della Sala dell’Annunziata nel chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta, impegnati a presentare il romanzo di Angela Scarparo “Volevamo essere giganti” edito dalla Gaffi.

La copertina del libro

Siamo emozionati, inutile negarlo: una nuova avventura, una location importante, nuove stimolanti collaborazioni rendono l’aria frizzante, ma a completare l’opera, rendendoci elettrica il fatto che siamo noi sul palco…
Fino ad oggi ci siamo sempre appoggiati al nostro Direttore Scientifico, Daniela Marcheschi, o ad amici, ma stavolta tocca a noi, a me nello specifico.

Valeria, Francesca ed Alessandro sono intenti ad allestire la sala assieme ad Ilaria, titolare della Libreria Santini. Mimma e Maura dell’associazione 2M accolgono i presenti. Io sono a Pisa a prendere Angela.
Seduta in macchina, sfoglio il libro che mi ha tanto presa e penso alle future domande. Mi chiedo anche come sarà la scrittrice, come si comporterà con me.. come si porrà? Fredda e rigida o coinvolgente ed umana? E’ la prima volta che presento un evento della nostra associazione e tantissimi punti di domanda aleggiano sopra la mia testa, a conclusione di troppe domande.

Mi sento chiamare. Lei mi trova, mi saluta e quel suo sorriso già mi ha tranquillizzata. E’ solo l’inizio di una lunga, unica e mai interrotta chiacchierata, iniziata nella piazzetta antistante la stazione di Pisa Centrale, proseguita fino a Pietrasanta, durante la presentazione, e conclusa dopo 4 ore di nuovo a Pisa, dove tutto è iniziato.
Quello che c’è in mezzo è un flusso incontenibile di parole, di racconti, di storie personali.

Ma torniamo alla presentazione…

Un variegato pubblico: attento, interessato, incollato alla poltroncina per tutta la durata della presentazione, in religioso silenzio, rapito da Angela.
Questo è il pubblico che non ti aspetti, quello che ci ha accolte alle 17 (graziate dai ben noti ritardi di Trenitalia, dallo scarso traffico, da ipotetici imprevisti) nella Sala dell’Annunziata. Presentazioni di rito, mani che si stringono, saluti frettolosi. E via verso il tavolo delle presentazioni.

Da sinistra a destra, la scrittrice Angela Scarparo e Chiara Tommasi.
Foto di Valeria Biagi

Il romanzo che ho avuto il piacere di leggere e presentare è una storia che ti appassiona.
Storia di una bambina, Lucy, della sua famiglia composta dalla madre e dalla zia al quale si aggiungerà lo zio, storia degli anni ’70, gli anni del terrorismo, delle manifestazioni che contrastavano con la piccola borghesia romana frequentatrice del circolo di tennis gestito dalla famiglia della piccola. L’infanzia e gli eventi visti con gli occhi di una bambina di 7 anni, raccontati dalla penna della donna che è diventata. Perché Lucy/Lucia Testa è cresciuta, diventando una professoressa che non si tira mai indietro quando si tratta di difendere uno dei suoi allievi, anche se questo significa alzare la voce o le mani, sui genitori degli studenti. Per non perdere il posto di lavoro, dovrà scrivere un diario, come suggerito dalla sua psicologa, ed affrontare attraverso il percorso psicoanalitico, i motivi per cui è arrivata ad essere – fieramente – quello che è.

 

Un altro scatto a firma Valeria Biagi

 

Io il libro l’ho amato e credo di poter dire che questo amore si sia visto.
Credo anche che non mi sia stato possibile celare l’emozione nata dalla conoscenza con Angela, donna intelligente e appassionata, che mi ha tolto spesso il fiato, che mi ha parlato a viso aperto, che ha mi ha ascoltata sincera.

Sicuramente ho fallato in alcuni punti, in altri ho mostrato troppa simpatia per la piccola Lucy o troppa empatia per la professoressa Testa.

Ho forse letto pochi brani del libro? Ho fatto troppo parlare l’autrice? Ho colto punti interessanti?
Ho fatto del mio meglio. Di tutti gli errori commessi mi scuso.
Ma non posso non ringraziare ogni giorno l’associazione che abbiamo fondato grazie ai suggerimenti di Daniela, perché mi ha permesso di conoscere una donna dal quale ho molto imparato.
Mi ha permesso di leggere, recensire e presentare un libro che probabilmente, mai sarebbe capitato tra le mani.
E quella di scia di emozioni donatami è linfa per i mesi a venire, per i prossimi eventi, per i prossimi scogli da superare.

Chi l’avrebbe mai detto due anni fa che sarei salita su un palco a presentare un libro? Che quell’associazione fondata con amici sarebbe diventata il centro del mio mondo, diventandone pure la presidente? Chi avrebbe poi potuto dire che da una presentazione sarebbe nata un’amicizia?
La prima volta non si scorda mai? Posso dirlo forte 😉

                                                                                                                                                                                                                                     Chiara Tommasi

 

 

Freaks, lo spettacolo mostro

Freaks, lo spettacolo mostro

Continua la collaborazione tra Chiara e il blog di Riserva Indie!
E noi, che staremo combinando???
Aggiornato il sito con le foto (della nostra Valeria) e il video (riprese di Marianna) della serata con il prof. Bertoli, a breve vi racconteremo da dentro com’è stata e cosa ha significato per noi!
E poi… poi vi diremo cosa succede domenica 21 aprile… e domenica 5 maggio!